Nuova DWF. Donna Woman Femme
Quaderni di studi internazionali sulla donna
Roma, Coines Edizioni, poi Editrice coop. UTOPIA, 1976-1985
Donna e letteratura, 1977, n. 5
EDITORIALE, pp. 3-4
FUSINI Nadia
Sulle donne e il loro poetare, pp. 5-21
PAGLIANO UNGARI Graziella
Donne e letteratura. Appunti metodologici, pp. 22-28
GENTILI Vanna
L'immaginario contro Desdemona, pp. 29-54
NOZZOLI Anna
Sul romanzo femminista italiano degli anni settanta,
pp. 55-74
ALIMENTI Alessandro, FALTERI Paola
Donna e salute nella cultura tradizionale delle classi subalterne.
Appunti da una ricerca sulla medicina popolare nell'Italia centrale, pp.
75-104
BREMNER J. William, DE KRETSER David M.
Contraccettivi maschili, pp. 105-117
ERGAS Yasmine
Movimento e istituzioni, pp. 119-126
MANIERI Maria Rosaria
Movimento e istituzioni, pp. 127-129
Si elencano alcune domande che sorgono quando si voglia affrontare il problema del rapporto donna-letteratura. In particolare, quale operazione fa la donna quando accede alla scrittura: qual è il suo rapporto con il linguaggio, con l'espressione letteraria, che cosa introduce di nuovo? Segue un sommario dei contenuti del numero.
FUSINI Nadia, Sulle donne e il loro poetare, pp. 5-21
Le questioni affrontate in questo saggio sono: la posizione sociale della donna nel linguaggio, il suo ruolo (e la sua esclusione) nell'istituzione letteraria, la relazione particolare che essa intrattiene con la scrittura. L'intenzione è di ricostruire il percorso sotterraneo che conduce alla formulazione della questione.
In primo luogo, bisogna contestare le teorie che hanno fissato e bloccato la discussione su questo tema ancorando la donna alle vecchie associazioni (donna=natura, donna=passività, donna=silenzio) per rivedere infine - l'autrice segue a questo riguardo la traccia di Virginia Woolf che nel suo diario fa una specie di autointerrogazione - tutte le implicazioni profonde della donna con l'ordine simbolico e della scrittura stessa; di una scrittura, s'intende, che non rinunci a sollevare i problemi del corpo, della sessualità e della differenza dei sessi.
In nome di questa differenza non sottaciuta, di questa sessualità non negata, oggi la donna sconvolge il linguaggio e lo obbliga a rinnovare la riflessione su di lei.
PAGLIANO UNGARI Graziella, Donne e letteratura. Appunti metodologici,
pp. 22-28
Volendo intraprendere una ricerca sul rapporto
donna-letteratura è necessario, secondo l'autrice, considerare diversi
campi di analisi. Prima di tutto, occorre stabilire una relazione tra l'analisi
della creatività e della scrittura con l'analisi delle situazioni materiali
subite dalle autrici e con l'insieme del sistema letterario. Non è casuale
infatti che se la letteratura in confronto con la scienza, la filosofia, la
politica ecc., ha rappresentato un ambito al quale le donne hanno avuto accesso,
quest'ambito è stato limitato a certi generi più vicini all'espressione
delle emozioni, dell'irrazionale - l'autobiografia, la lirica, il romanzo -
mentre i "generi nobili" - la tragedia, l'epica ecc. - sono stati
negati alle donne.
E questo perché alle donne, relegate nel privato, è stata negata la parola pubblica. Occorre che la critica prenda in considerazione questa circostanza perché la mancanza di ordine teorico, politico e sociale, soprattutto in termini di mancanza di una visione globale del mondo capace di dare al testo una struttura adeguata, ha avuto un'influenza sul prodotto letterario delle autrici donne.
Insomma, quali sono i compiti di una critica letteraria femminile? Analizzare i modi di accesso e gli impedimenti rispetto alla produzione letteraria, il senso dei risultati, le nuove frontiere aperte da chi scrive; interpretare i testi letterari più o meno noti secondo il destino che si attribuisce ai personaggi femminili; tener conto della funzione del lettore-donna avendo sempre ben presenti i modi specifici pretesi dal sistema letterario.
GENTILI Vanna, L'immaginario contro Desdemona, pp. 29-54
Nel diciannovesimo secolo Desdemona è stata considerata come la più "passiva" - e dunque la più patetica - delle eroine shakespiriane. Si è insistito particolarmente sul fatto che si era innamorata della figura morale di Otello, malgrado il suo aspetto fisico. Questa idealizzazione deve essere attribuita alla sensibilità vittoriana sulla razza e sembra essere, inoltre, un modo per esorcizzare ogni allusione a una sessualità femminile considerata imbarazzante.
Questa visione - che coincide, in ultima analisi, con le affermazioni di Giraldi Cinzio sull'assenza, nel personaggio, di "appetito femminile" - ha influenzato fino ai nostri giorni la messa in scena della tragedia e le valutazioni letterarie così come la percezione che ha il pubblico del carattere di Desdemona.
La lettura che noi proponiamo si basa sul contrasto
tra la fiducia che Desdemona ha in se stessa, dovuta alla sua emancipazione
sociale cosciente, e la sua ignoranza sessuale. La sua identificazione totale
con il ruolo di sposa di un principe "moderno", perfetto, la mantiene
al di sopra, mentre il conflitto drammatico e l'azione la "sommergono".
Ciò è rafforzato dal modo e dalla forma della sua sessualità
per come è vista e immaginata dai diversi personaggi maschili.
È un contrasto tragico, dal quale ha origine l'infelicità di Desdemona. Gli altri due personaggi femminili, Emilia e Bianca, per ironia, a loro insaputa contribuiscono con le loro azioni alla disgrazia dell'eroina e condividono, fino a una certo punto, la sua condizione di donna "agente-agìta".
NOZZOLI Anna, Sul romanzo femminista italiano degli anni settanta, pp.
55-74
Il romanzo e la novella di stampo femminista, secondo l'autrice, non solamente riflettono una realtà emergente nel contesto socio-politico attuale - come il movimento delle donne - ma esercitano a loro volta una funzione precisa sui lettori, diventando uno strumento di diffusione su larga scala della nuova coscienza femminile.
Alla narrativa femminista, per il suo stesso carattere di produzione altra, non si possono applicare gli strumenti abituali della ricerca letteraria. Bisogna piuttosto affrontare e valutare il testo sulla base della sua portata storico-culturale, rinunciando ai pregiudizi estetici e alle avversioni aprioristiche dovute alla persistenza di un tradizionale codice di interpretazione. Un'analisi della produzione femminista, in particolare della narrativa, deve dunque insistere anzitutto sulla sua interdipendenza con il movimento politico.
Infatti le linee, i contenuti della narrativa italiana più recente (nel saggio si fa un'analisi dei romanzi di Dacia Maraini, di Giuliana Ferri, di Armanda Guiducci, di Luisella Fiumi, di Gabriella Magrini e di Carla Cerati) convergono sui temi sollevati dal movimento delle donne. L'elemento topico è quello della divisione pubblico/privato e della possibilità di ricomposizione, tema che nel romanzo si mostra come racconto personale, talvolta in forma di diario autocoscienziale, con un linguaggio urlato, come nei romanzi di Dacia Maraini, o tormentato come nelle altre scrittrici.
Così, secondo l'autrice, il fatto che le scrittrici parlino in prima persona e impieghino la tecnica memorialistica costituisce la caratteristica principale del romanzo femminista che, utilizzando l'autobiografia come strumento di conoscenza, sembra voler proporre, a livello narrativo, le forme di autoanalisi di cui il movimento femminista si serve come strumento di lotta politica.
ALIMENTI Alessandro, FALTERI Paola, Donna e salute nella cultura tradizionale
delle classi subalterne. Appunti da una ricerca sulla medicina popolare nell'Italia
centrale, pp. 75-104
Gli autori hanno effettuato una ricerca empirica sulle tradizioni popolari relative alla medicina nell'Italia centrale. Essi mettono in rilievo, in particolare, il ruolo della donna nella gestione della medicina popolare, sia per quanto riguarda la conoscenza delle tecniche e delle piante medicinali naturali, sia per essere oggetto di interdizioni e di tabù legati a certi momenti della vita fisiologica: mestruo, gravidanza, parto e allattamento.
Gli autori descrivono gli usi e le credenze popolari delle popolazioni contadine in una prospettiva storica, paragonando i risultati con quelli degli studi effettuati dai medici e dagli studiosi del folklore alla fine dello scorso e all'inizio del presente secolo. Ne risulta un quadro assai completo che non prova tuttavia l'esistenza di un potere medico delle donne del passato di cui sarebbero state espropriate dalle istituzioni della scienza medica di stampo maschile (secondo un'interpretazione assai diffusa nel movimento delle donne e spesso utilizzata anche per spiegare la persecuzione delle donne in quanto streghe).
La ricerca sulla quale si basa questo saggio avanza, al contrario, l'ipotesi che le donne siano state le "guardiane" delle tecniche di guarigione e del sapere magico-terapeutico più che le detentrici di questo potere.
BREMNER J. William, DE KRETSER David M., Contraccettivi maschili, pp.
105-117
Questo articolo, con un'introduzione critica di Simonetta Tosi, offre un panorama
delle differenti tecniche di contraccezione maschile. Un'esposizione preliminare
della fisiologia riproduttiva aiuta il lettore a comprendere il meccanismo e
i rischi di ciascun tipo di contraccezione. Le forme tradizionali della contraccezione
maschile, il "coito interrotto", i preservativi e la vasectomia sempre
più perfezionata, tendono ad essere sostituite da diversi tipi di contraccezione
orale, ancora in fase di sperimentazione, di cui questo saggio dà un
quadro istruttivo.
ERGAS Yasmine, Movimento e istituzioni, pp. 119-126
È un contributo sul tema già trattato nel numero precedente della rivista. Analizza le trasformazioni del movimento femminista dalle origini, nei suoi rapporti con la nuova sinistra, con i partiti politici, con le istituzioni, a partire dall'assunto che l'asse sul quale il femminismo si fa movimento è la critica alla politica.
MANIERI Maria Rosaria, Movimento e istituzioni, pp. 127-129
È un contributo sul tema già trattato
nel numero precedente della rivista. Richiama alla necessità di un'analisi
complessiva della crisi in atto nella società italiana; afferma che il
problema non è più la strategia del rifiuto o l'adesione acritica
all'istituzione, ma semmai come far esplodere la contraddizione uomo-donna dentro
le istituzioni e dentro il formalismo egalitario del sistema democratico.